Chiudete i vecchi blog

Durante le mie pause lavorative, quando il tempo lo permette, è mia abitudine navigare nella rete cercando vecchi siti, portali e blog.

Spesso trovo siti in stato di abbandono, vecchie glorie neanche indicizzate, in rari casi siti ben curati e attivi.

A quel punto, con un mix di tristezza e malinconia, cerco di capire le motivazioni di tale declino, come mai all’epoca rappresentavano un punto di riferimento e oggi non esistono più, ancor peggio non vengono aggiornati da anni.

La risposta è soltanto una, ovvero la mancanza di adattamento! Trovo spesso siti strutturati come secoli fà, con un vecchio stile, a volte neanche fruibili con i nuovi browser.

Per lavorare con l’editoriale occorrono soldi e spesso è difficile ottenerli dalle misere entrate pubblicitarie. In alcuni casi hanno tentato la carta dei corsi di formazione, ma specializzarsi in quei settori è ancor più difficoltoso.

Anche Pizzut, fine anni 90, iniziò con contenuti editoriali…ma a seguito della prima crisi della NET Economy (2001) una sterzata verso l’ecommerce ci ha permesso di resistere e di specializzarsi, dirottando tutte le risorse verso questo nuovo mercato.

Il problema fondamentale non è la mancanza di interesse verso i contenuti, ma la scarsa capacità di monetizzare.

Se a questo aggiungiamo l’incapacità di adattarsi ai nuovi formati, tecniche e social, vediamo che la maggior parte di queste testate non sono riuscite a distaccarsi da quell’approccio tipico di fine anni 90, grafica inclusa. Non è sufficiente oggi scrivere contenuti, ma bisogna farlo nel modo giusto, anche se la qualità non è certo la migliore.

Oggi si scrive per i click, per catturare utenti con titoli troncati, dirottando utenti curiosi, distratti e che posso concederci solo qualche secondo, per tornare di nuovo sui social a impegnare inutilmente il loro tempo. Tutto questo moltiplicato per i milioni di potenziali lettori, sbalzati tra una notizia fake ed una vera.

E allora la domanda sorge spontanea (cit)…forse questi vecchi siti erano migliori? certo che lo erano!  hanno pagato il duro prezzo della diffusione di massa di internet, prima un giocattolo a disposizione di appassionati, nerd e acculturati. La stessa diffusione per la quale hanno lavorato per anni, sperando di essere sempre attori protagonisti.

Oggi abbiamo lettori distratti, che cercano di leggere poco, preferiscono immagini e video e non indagano mai sull’affidabilità delle fonti.

Nel nostro caso avevamo circa 70.000 iscritti, migliaia di articoli, contenuti aggiornati quotidianamente ed moltissime risorse free. Abbiamo deciso circa 6 anni fa di chiudere il blog, dopo oltre 10 anni e qualche periodo di agonia.
Tutte le nostre risorse furono dirottate nello sviluppo e consulenza ecommerce, il blog non era più aggiornato da anni e abbiamo staccato definitivamente la spina con quel passato. Lo abbiamo fatto rimuovendo contenuti, database e codice sorgente. Abbiamo lasciato solo qualche screenshot per ricordo.

Lasciare attivi siti del genere significa prolungare un’agonia in cerca di qualche centesimo di click, di utenti persi nella rete, che mensilmente non vi offriranno neanche il caffè.

I vostri contenuti ormai sono vecchi, non interessano e non sono più attuali…se il vostro intento non è quello di creare un museo virtuale, a questo punto lasciate pure questi centesimi alla concorrenza ma almeno concedete una fine gloriosa ai vostri progetti.

Daniele Mingarelli
CEO Pizzut

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *